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domenica 2 novembre 2014
Alla Croce di Celle - 1987
Estate '87. Su un ritaglio (13 cm. x 9) di carta per acquarello ruvida e da poco prezzo ho ricopiato da una foto in bianco e nero presa alla Croce di Celle, sopra Savona, nella foresteria abbandonata.
E' un esperimento, sia con l'acquarello sia con la macchina fotografica (reflex ultra-manuale). Con quella macchina ho fatto solo un rullino di scatti. Due o tre foto le ho ricopiate. Sono gli unici acquarelli ricopiati da foto.
L'effetto non è male. Anzi allora mi piaceva molto. E' uno dei primissimi acquarelli.
Ricopiando dalla foto non puoi fare a meno di essere molto preciso, ma manca il movimento e l'approssimazione che rende il tutto più vivo.
martedì 28 ottobre 2014
Il materiale per acquarelli è sempre con me. Usavo gli acquarelli invece della macchina fotografica. Ora lo smartphone ha cambiato tutto. Mettermi a disegnare non è più così necessario. Perché "prima" sentivo proprio la necessità di fissare una sensazione e disegnarla. Ora è diverso. Qualche volta ho pensato di fotografare e poi di disegnare, copiare dalla foto. Per fortuna mi rendo conto che è tutt'un'altra cosa.
lunedì 27 ottobre 2014
venerdì 24 ottobre 2014
Oggi è proprio autunno - 24 ottobre 2014
Soggetto ricorrente: tetti di Roma visti dal terrazzo condominiale di via San Giovanni in Laterano. I pini sulla sinistra e il cipresso sono quelli di Colle Oppio.
Start: 17:15, postazione sul tetto del gabbiotto-ascensore. Sedia pieghevole. Album Fabriano, grana fine, 300mg 23x31. La carta con cui mi trovo meglio (20 fogli a 17€ da Poggi).
Disegno in 5 minuti. Traccia per delimitare spazi e "caselle". Il disegno aiuta a mettere ordine...ovviamente.
Scelgo 3 pennelli (astuccio Daler-Rowney da 10 pennelli). Uso lo strano pennello 3/8, spesso con punta tagliata in diagonale che finisce con una punta molto sottile utile anche per i particolari. Preparo anche il nr 4 e il nr 1 super fino, per i dettagli e le righe. Riempio gli spazi con il colore.
Alle 18 ho finito.
Mi piace la banda giallo-ocra in basso a sinistra, sopra il titolo, fatta con il pennello spesso ricco di colore ma quasi asciutto. Con il pennello fine metto una linea di colore più scuro sul margine basso dell'ocra.
giovedì 16 ottobre 2014
Il primo acquarello non l'ho potuto conservare.
Ho sempre disegnato e in casa c'erano a portata di mano colori, fogli di recupero, modelli e soggetti. Mio papà con pochi tratti faceva un cavallo e la faccia di Nixon. Mia mamma aveva una mano fantastica e dipingeva. Io e le mie sorelle ci prestavamo come modelli: io come San Giuseppe, ma soeur come la Vergine e mia sorella piccola, il Bambinello. A 10 anni per l'esame di quinta elementare ho disegnato Kabir Bedi-Sandokan che si lanciava appeso a una liana. Poi basta colori e disegni a mano libera.
Il primo acquarello da "adulto" l'ho fatto a Firenze durante gli anni universitari: nelle patatine ho trovato una parure da acquarelli: 4 pastiglie colore e un micro-pennello con peli di plastica. Ho disegnato i tetti di Firenze sullo stipite della finestrella della stanzetta del convitto Dei Padri Filippini, nella piccionaia dell'antico Palazzo San Firenze. Sarà stato 4cm x 4cm. Era il 1985.
Tra un anno farò 30 anni di acquarelli. Vi dirò tutto quello che ho imparato da solo.
Ho sempre disegnato e in casa c'erano a portata di mano colori, fogli di recupero, modelli e soggetti. Mio papà con pochi tratti faceva un cavallo e la faccia di Nixon. Mia mamma aveva una mano fantastica e dipingeva. Io e le mie sorelle ci prestavamo come modelli: io come San Giuseppe, ma soeur come la Vergine e mia sorella piccola, il Bambinello. A 10 anni per l'esame di quinta elementare ho disegnato Kabir Bedi-Sandokan che si lanciava appeso a una liana. Poi basta colori e disegni a mano libera.
Il primo acquarello da "adulto" l'ho fatto a Firenze durante gli anni universitari: nelle patatine ho trovato una parure da acquarelli: 4 pastiglie colore e un micro-pennello con peli di plastica. Ho disegnato i tetti di Firenze sullo stipite della finestrella della stanzetta del convitto Dei Padri Filippini, nella piccionaia dell'antico Palazzo San Firenze. Sarà stato 4cm x 4cm. Era il 1985.
Tra un anno farò 30 anni di acquarelli. Vi dirò tutto quello che ho imparato da solo.
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